LAIKA TRA LE STELLE

Laika ora è tra le stelle. Da 69 anni.
Da quando, in una incolore giornata del novembre del 1953, la lanciarono nello spazio. Per motivi... scientifici.
Un destino da pioniera spaziale che non aveva scelto. Si fidava degli esseri umani, e proprio gli esseri umani la usarono per una missione dalla quale sapevano che non sarebbe potuta tornare.
Eh, ma c'era la Guerra Fredda, la corsa agli armamenti, la conquista dello spazio.
E allora mandiamo a morire una cagnolina. Questo sì che ci darà un vantaggio.
Quel giorno Laika fu tradita.
Non voglio parlare dei primi dubbi che forse la assalirono quando si ritrovò sola, chiusa in quell'angusto abitacolo. In fondo, era già successo altre volte. L'avevano abituata a stare lì dentro. E poi erano sempre tornati.
Ma quella volta fu diverso.
Il rumore. Le vibrazioni. L'accelerazione violenta. Il cuore che batteva sempre più forte.

E poi il calore.
Tanto calore.
Troppo calore.
E la paura. Una paura che possiamo soltanto immaginare.
Dov'erano le mani che per mesi l'avevano accudita, sfamata, protetta?
Dov'erano quelle persone delle quali aveva imparato a fidarsi?
Forse le aspettava ancora. Forse, in mezzo a quel rumore assordante e al silenzio più terrificante che avessse mai sentito, avvolta dal caldo soffocante, credeva che qualcuno sarebbe arrivato ad aprire quell'abitacolo, a prenderla in braccio, a portarla finalmente via.
Dove erano?
Dove erano...
Non c'era nessuno.
Era sola. Laika tra le stelle.
È questo che trovo particolarmente doloroso nella sua storia.
Laika non voleva essere un'eroina. Non sapeva nulla delle rivalità tra le grandi potenze.
Conosceva soltanto le persone alle quali aveva imparato ad affidarsi.
E pensare che era stata una cagnolina randagia, abituata a sopravvivere nelle strade di Mosca. Aveva trovato finalmente qualcuno che la nutriva, la accarezzava, si prendeva cura di lei.
Mi colpisce sempre il contrasto tra la grandezza dell'impresa scientifica e la vulnerabilità di quella piccola creatura, sacrificata in nome di un progresso del quale non avrebbe mai conosciuto i benefici.

Non voglio immaginare i suoi ultimi istanti. Non voglio pensare alla paura, alla sofferenza, alla delusione che forse provò aspettando invano qualcuno che la salvasse.
Scicoccamente, lo so, voglio immaginarla libera, mentre corre felice in un prato, con il vento sul muso e il sole che le scalda il pelo. Voglio immaginare che ci sia finalmente qualcuno ad aspettarla, qualcuno che non la tradirà mai più.
Laika non aveva bisogno di diventare immortale nella storia dell'umanità. Avrebbe meritato semplicemente di vivere.
3 novembre 1953. Laika tra le stelle.




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