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IL NUN - L'ORIGINE DI TUTTE LE COSE


Un'infinita distesa di acqua.

In principio vi era solo un'infinita distesa di acqua. Il nostro pianeta circa 3 miliardi anni fa era ricoperto dall'oceano, con i micro continenti giovani sparsi un po' qua e un po' là, in attesa di emergere e prendere forma. Questo stato di sospensione in cui tutto era contenuto nelle Acque Primeve è inciso nella memoria dei popoli.


L'acqua è considera la fonte e origine di ogni forma di vita, simbolo di rinascita e rigenerazione: feconda, magica e taumaturgica. Indispensabile per qualunque forma di vita, l'acqua rievoca lo stato embrionale nel grembo materno: il fluido vivificante in cui si forma la vita. Una "legge" naturale che sin dagli albori della civiltà è apparsa chiara ed essenziale.


Epifania del divino dal potere fecondante e vivificatore, le Acque Primeve sono uno degli archetipi più antichi.

Nella mitologia dell’antico Egitto le Acque Primeve sono il Nun, spazio indefinito, acquoreo, senza forma ma contenente ogni idea e sostanza: simile una infinita cellula staminale il Nun aveva generato ogni forma vivente, vegetazione, animali e dèi. È interessante rilevare che la radice del nome Nun è la stessa di Nut, la dea del cielo, del quale era considerata la contro-parte femminile. In effetti, la creazione possedeva un’aura femminina e che fosse Nut, Iside, Hathor, Neith o Mut, i suoi epiteti richiamavano sempre il concetto universale di "Signora del Cielo".


Le raffigurazioni tombali ritraevano Nut come una donna gigantesca, dal corpo nudo e celeste, cosparso di stelle poiché Lei era l’allegoria del cielo terso e gravido di astri divini partoriti in eterno ed era definita “Colei che genera gli dèi”. Non solo. La dea Nut accoglieva anche il faraone defunto che diveniva una stella immortale del suo firmamento, partorito in eterno.


La sostanza acquosa del Nun e del ventre di Nut richiamava le proprietà del liquido amniotico racchiuso dalla placenta. Come sicuramente rilevato dagli Egizi durante il parto, la vita si creava ed era contenuta in una dimensiona acquosa.

Un vero prodigio divino!

Tutto il creato era racchiuso dal Nun e ogni goccia d’acqua, fosse la pioggia, il Nilo o le correnti sotterranee, erano una sua emanazione. Alzando gli occhi al cielo doveva apparire chiaro che quella distesa turchese fosse altrettanto fluida e… magica. Là infatti vivevano gli dèi e gli spiriti eccelsi, gli Akhu. E quel luogo celeste fatto di energia cosmica era la meta ultraterrena a cui tutti desideravano approdare.


La rivista Science nel 2016 ha pubblicato uno studio riguardo alla scoperta di una sorta di “Nun galattico” da cui potrebbe avere avuto origine la miriade di stelle che popolano il cosmo.

Il fluido primordiale, "madre e nutrice degli dèi", come ci narra Orapollo (scrittore egiziano del V sec. d.C.), si manifesta nel fiume celeste, portatore di energia e fecondità, e in quello terreno, il sacro Nilo. Anche alcuni filosofi greci, traendo spunto dalla sapienza egizia, sostenevano che l'acqua fosse il principio di tutte le cose. Esiodo riconosceva che la natura fosse data dall'unione di due divinità acquatiche, Oceano e Tethy; secondo il mito, le grotte e le cavità da cui sgorgavano le sorgenti naturali potevano diventare ninfei o santuari delle ninfe; le offerte votive e gli ex-voto diffusi in tutto il mondo accanto alle sorgenti, insieme alla presenza di cappelle per diverse divinità, mostrano l'ampia frequentazione di questi luoghi e l’importanza data alla nascita dei fiumi.


Recentemente ho visitato in Sardegna il Pozzo di Santa Cristina, santuario risalente al XI sec. a.C. in cui si celebrava la dea delle fonti Mamuse ma, più in generale, si ricercava il contatto con il divino nella sua forma più pura, originale e femminina: l’acqua. Nell’abbraccio assolato del giorno, la magia del luogo sacro abbagliava senza posa. Il pozzo sacro era un templio destinato e infatti sprofondava verso il basso, verso il grembo ctonio della Grande Madre Terra, e spalancava l’accesso al più arcano dei mondi. Come un grembo conteneva le acque sotterranee, simili al liquido amniotico, infondevano vita, verità e salute. Infatti ci si immergeva nella acque per guarire dalle malattie, propiziare una gravidanza, ricercare una visione...


Per quanto differisca nei particolari, le Acque Primeve sono il principio comune a tutti i racconti cosmogonici: la dimensione fluida, senza tempo e senza luogo, contiene ogni idea, ogni scintilla vitale. Il Nun cosmico era ed è l’origine del tutto.

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